sabato 2 ottobre 2010

Meglio il ponte o l'impianto?

Oggi esiste una alternativa al classico ponte che si ancora ai due denti sani vicini a quello da sostituire, ed è l’impianto endosseo.
La scelta è fatta su basi mediche, ma possono avere il loro peso anche considerazioni relative al costo.

Oltre i costi economici -precisa il Dott.
F. Manca- bisogna considerare anche i costi biologici, per esempio se dobbiamo sostituire un dente solo, con un ponte andremo comunque a toccarne altri due sani. In linea generale per la sostituzione di un solo dente ritengo sia preferibile un impianto. Il limite alla praticabilità di questo intervento è dato dall’osso a seconda della sua quantità e qualità che però può essere anche aumentata e rinforzata con apposite tecniche chirurgiche. Si può dire che l’avvento dell’impianto endosseo e i progressi della chirurgia, oggi ci consentono di allontanare definitivamente lo spettro della dentiera.

In ogni caso, visti i costi di questi interventi, è lecito chiedersi cosa si deve fare per mantenere il più a lungo possibile la
ricostruzione impianto-protesica ottenuta. “ Acqua, olio, gomme, tagliandi!!!

Per quanto riguarda gli impianti , spiega
Manca , i motivi fondamentali di un eventuale fallimento sono sostanzialmente 2: la scarsa igiene mantenuta dal paziente e l’ errata progettazione da parte del chirurgo.
Vale la pena di sottolineare che su tutta la dentizione protesica l’igiene deve essere accuratissima proprio perché aumentano le zone esposte al rischio di aggressione batterica.

Altro motivo della scarsa durata di un impianto può essere il posizionamento non corretto. Come abbiamo spiegato prima nella masticazione entra in gioco un contrasto di forze notevole. Ora, il dente è fatto per sopportare la pressione verticalmente, se invece riceve pressioni oblique, ossia di lato, prima o poi finirà per indebolirsi.

“Per spiegare cosa avviene ¬ precisa
Manca ¬ mi piace usare l’immagine dell’ombrellone sulla spiaggia. Se proviamo a sfilarlo semplicemente tirandolo dall’alto non ci si riesce, ma se lo facciamo ruotare nella sabbia, creando spazio alla base, verrà via facilmente. Lo stesso avviene per il dente quando riceve una pressione laterale.”Per la stessa ragione sono sconsigliabili ponti troppo “lunghi”, ad esempio realizzati per sostituire tre denti mancanti. La forte pressione che si esercita al centro del ponte, che non ha alcun sostegno finisce per sollecitare verso il centro i denti a cui il ponte è ancorato: Questo con l’andare del tempo comprometterà l’integrità dei denti d’appoggio facendo saltare l’intera protesi”.

Insomma, anche nella scelta di un ponte o di un impianto, vale la pena di fare bene i calcoli, magari con l’aiuto di software che oggi sono in grado di supportare l’odontoiatra, senza ovviamente sostituire il suo maggior capitale, che rimane l’esperienza clinica.

Così come, a conti fatti, il migliore investimento per il paziente è l’uso corretto e frequente di uno strumento semplice e alla portata di tutte le tasche: lo spazzolino da denti.

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